
CARTA DELL’ACCOGLIENZA
PROGETTO “ L’ACCOGLIENZA CHE CURA “ Savona 2024
Nel 2021 viene indetto il bando Territori Inclusivi della Fondazione Compagnia San Paolo, con lo scopo di promuovere lo sviluppo e il consolidamento di reti di protezione sociale, e contribuire alla costruzione di società più solidali e inclusive.
Diverse realtà del terzo settore savonese decidono di provare a lavorare insieme per poter partecipare al bando, nasce così il progetto “L’accoglienza che Cura” (2022)
Un progetto, che grazie anche al contributo di Fondazione De Mari, è attivo ancora oggi e include sempre più realtà: Ambito Territoriale Sociale 7 savonese, Impresa Sociale Anteo, Il Faggio Onlus, Progetto Città, ASL 2, Confabitare, Januaforum, SUNIA Sindacato Inquilini, Lega Liguria Coperative e mutue, Confartigianato, Futura, Randstad, ACLI, USEI, ARCIMEDIA , Ancora, Teatro 21, Fondazione Diocesana Comunità Servizi Onlus.
Lavorando insieme è nata l’esigenza di esplicitare i valori di fondo nei quali ci riconosciamo, di come si agisca la parola accoglienza.
La carta dell’accoglienza nasce dalla necessità di definire un lessico comune in una dimensione di totale trasparenza di intenti, nella consapevolezza che la collaborazione di soggetti pubblici e privati, all’interno di uno stesso territorio, è possibile solo quando esiste una comune visione di sviluppo.
Così, diversi rappresentanti dei vari enti che collaborano nel progetto si sono incontrati, hanno discusso e si sono confrontati, lasciandosi ispirare dal Discorso agli ateniesi di Pericle del 461 a.c..
Pericle, nel suo discorso, non racconta esattamente la società ateniese di quel tempo, ma più che altro racconta quello a cui vorrebbe tendere la società ateniese di quel tempo.
Anche la Carta dell’Accoglienza non parla del presente ma definisce l’orizzonte che sentiamo sia importante raggiungere, un sentire di chi ogni giorno, oggi, lavora nell’accoglienza, di chi fa i conti quotidianamente con le difficoltà e la burocrazia. Ogni parola scritta, ogni frase, ogni sfumatura è stata valutata con cura e scelta.
Può sembrare un elenco di valori alti, troppo alti per la vita quotidiana. Valori, che se perseguiti oggi, potrebbero portarci anche in situazioni di illegalità. Valori che si contrappongono e stridono in un contesto sociale che alza muri, ridisegna confini e non fa altro che respingere e allontanare.
Non siamo in un mondo accogliente e non solo per chi si trova a vivere da straniero.
La storia dell’umanità è segnata da momenti di progresso civile e di guerre distruttive, noi siamo in un momento buio ma non per questo dobbiamo allinearci e rinunciare alla luce.
La dichiarazione dei diritti dell’uomo, del 1947, nel suo primo articolo recita così:
«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»
(Art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani)
Anche questa dichiarazione nasce in contrapposizione alla realtà politica e sociale di quel momento storico ma pone le basi per il mondo moderno e ha costituito l'orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, confluita poi nel 2009 nel trattato di Lisbona.
Noi vogliamo puntare in alto e guardare lontano, così, facendoci ispirare da Pericle, abbiamo iniziato il testo con “Noi a Savona facciamo così”, per arrivare poi, togliendo Savona e infine il noi, a un “facciamo così”. Un esortazione, che non è definita da un luogo o da un gruppo di persone, ma che incita tutti, nella speranza che questa carta non sia riferimento solo per chi lavora nel sistema dell’accoglienza ma per qualunque persona, di qualunque età, sesso o nazione.
L’invito è quello di fare proprie queste parole, di riempirle di significato e azione, di perseguirle e insegnarle, non soltanto nella dimensione professionale ma anche in quella personale, qualunque essa sia, nella consapevolezza che i valori che ci uniscono sono più forti delle differenze che ci distinguono.
Facciamo così.
Facciamolo insieme.
Sosteniamoci l’uno con l’altro per raggiungere la meta.
Consapevoli della fatica, rincuorati dalla certezza della forza generatrice dell’accogliere.
Carta dell’ACCOGLIENZA
Qui a Savona noi facciamo così.
Riconosciamo pari dignità e valore a ogni persona, questa è la nostra bussola nelle relazioni con l'altro, chiunque esso sia.
Il nostro faro sono la costituzione e il diritto internazionale, coltiviamo valori a cui tendere per dare vita a una comunità più ricca e integrata.
Siamo una rete fatta di tante maglie diverse che collaborano tra loro.
A guidarci non è mai il sospetto e sappiamo che serve tempo per conoscere l'altro e per farsi conoscere.
Contrastiamo gli stereotipi e rispettiamo le tradizioni, le pratiche sociali e il culto di tutti.
Crediamo nell'arte e nella poesia.
Noi facciamo così.
Consideriamo la discussione come un’opportunità, una pratica per costruire cittadinanza.
Sappiamo che il primo posto dove fare spazio all'altro è la nostra mente, che ha uno spazio infinito come il cuore.
Sappiamo che le persone non sono tutte limpide, ma non anteponiamo mai il pregiudizio all'incontro.
Sappiamo che nelle situazioni di difficoltà si possono commettere sbagli ed è più facile cadere, per questo abbiamo imparato ad abbassarci per raccogliere e tirare su, fornendo appoggio e informazioni.
Questa è la nostra rotta anche quando ci perdiamo, nella consapevolezza che non siamo soli nel procedere.
Stiamo navigando per raggiungere la meta di una società più equa in cui vogliamo abitare.
Facciamo così!
Savona, 29 ottobre 2024

















THE RECEPTION PAPER
PROJECT “ L’ACCOGLIENZA CHE CURA “ Savona 2024
In 2021, the public notice “Inclusive Territories” of the San Paolo Company Foundation, was called with the aim of promoting the development and consolidation of social protection network in order to contribute to building more inclusive and supporting societies.
Several third sector agencies of Savona decide they can work together to take part in this , so the project “the caring reception” was born (2022).
This project is still in action today thanks to the De Mari Foundation too and includes more and more realities.
While working together we felt the need to explicit the basic values that we share about how to act the word “reception”, intended as welcoming people.
The Reception Paper comes out of the necessity to define a common vocabulary for a dimension of total transparency of intentions, being aware that the collaboration among public and private subjects in the same territory is possible only when there is a common vision of development.
So, different representatives of the collaborating institutions to this project have met ,
debated and confronted, taking inspiration from the famous Speech to the Athenians by Pericles in 461 B.C
In this speech Pericles does not exactly tell about his time society of Athens, but namely about what that society should tend to in those times.
The Reception Paper too does not deal with the present but defines the horizon we would like to reach, the sentiment of those who, every day, work in the Reception field, coping with bureaucracy and a lot of difficulties. Each single word and tone has been carefully weighed with care and choice.
This can seem to be too high a list of values for daily life that, if pursued today, could bring us to illegal situations. These values are in contrast with a social context erecting walls, drawing new borders and succeeding in rejecting people.
We are not living in a welcoming world and not only for those who are living in it as
foreigners.
The history of mankind is marked by times of civil progress and by disruptive wars . We are in a dark period now but we can’t agree with it and give up light.
The Declaration of the Rights of Man of 1947 quotes this in its first article:
“ All human beings were born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and must act to one another in a spirit of brotherhood”.
(article 1 of the Universal Declaration of Human Rights)
This declaration was born in juxtaposition to the social and political reality of that historic moment but it set the basis for the modern world; it also set the ideal horizon for the Charter of Fundamental Rights of the European Union that sorted into the Treaty of Lisbon in 2009.
We too want to score high and look ahead so, inspiring from Pericles, started our text with: “We in Savona are doing this” and came to erasing Savona and wrote “we are doing this”.
It is an exhortation which is not defined by a place or a group of people , but incites
everyone in the hope that this paper will not only become a landmark for people working in the Reception system but for any person of whatever age, sex or nation.
It invites readers to make these words their own by filling them with meaning and action, by pursuing and teaching them, not only in their professional scope but also in their personal dimension, whatever it is, being aware that the values uniting us are stronger than the differences that divide us.
Let’s do this.
Let’s do this together.
Let’s support one another to achieve the goal .
Well- aware of the labour, comforted by the certainty lying in the generating force of
reception.
The reception paper
Here in Savona we are doing this.
We acknowledge the equal dignity and value of every person, this is our compass in our relations to others, whoever they are.
Our law courts are the Constitution and the International Law, we cultivate values that can give life to a richer and more integrated community.
We are like a net made of a diversified mesh of realities cooperating with one another.
We are never guided by suspicion and we understand it takes time to know the other and make ourselves known.
We object to stereotypes and we respect the traditions, the social habits and the religious cult of everybody.
We believe in art and poetry.
We do like this.
We consider debate as an opportunity, a good practice to build citizenship.
We know that our mind is the first place to make room to the other because its space is as infinite as the heart’s one.
We know that not all the people are clear but we never place prejudice before encounter.
We know that in difficult situations people can make mistakes and it is easier to fall, for this reason we have learnt to kneel down to lift them up by providing them with support and information.
This is our course when we get lost too, being aware we are not proceeding alone.
We are sailing to achieve the goal of the more equal society we would like to live in.
Let’s do like this!
Savona, 29 October 2024
















